Nei 2 cd
Su temi fiabeschi dalla narrazione spiccatamente noir del letterato folclorista ceco Karel Jaromír Erben poggia l'altrettanto narrativo sinfonismo dell'Antonín Dvorák dei quattro poemi sinfonici qui proposti. I primi tre (Il demone d'acqua, La strega di mezzogiorno - cd2 - e L'arcolaio d'oro - cd1 -) furono composti in simultanea nel corso del 1896, mentre La colomba del bosco (ancora cd1) viene completato solo alla fine di quell'anno. Ed è quest'ultimo brano - dal tono macabro nel mettere in musica la storia di una vedova impazzita e suicida al canto del volatile del titolo - che più ha influenzato i compositori cechi della generazione successiva a Dvorák, Janácek per primo. Particolarmente adatto a introdurre l'ascoltatore nella "selva oscura" di questi poemi è Simon Rattle, alla guida dei Berliner Philharmoniker che dirige stabilmente da quasi un decennio. Un perfetto idillio che qui si traduce in trasparenze sonore e teatralità del discorso. Un Rattle, insomma, perfettamente calato nel clima spiritato di queste "fiabe" orchestrali
Nella rivista
La cover story è dedicata ad Anna Netrebko, attesa alla Scala nei panni di Donna Anna, ruolo mozartiano ideale per la sua "nuova" voce. Sempre al Don Giovanni scaligero è dedicata anche l'intervista a Robert Carsen, il regista che ha "vestito" l'opera in maniera eccessiva, illimitata... E molto italiana. Passando all'attualità, la classica che già irrompe nei talk show, attraverso il jazz dell'eclettico Bollani assurge a format televisivo sull'esempio di quanto avviene sulle reti europee e statunitensi. Per i più curiosi c'è poi l'avventurosa storia (che sta per diventare un film) del pianista brasiliano João Carlos Martins, artista, affarista e filantropo sulle orme del velezuelano Abreu. Voltiamo pagina ed eccoci alla cronache dell'ultima Biennale fatta di suoni popular e voci "esotiche", edizione riuscita di una manifestazione il cui futuro è a rischio di polemica. Se il teatro musicale fatica ad andare avanti non resta che risparmiare sulle scenografie (fornite da Ikea), trasferendo così l'italianissima arte di arrangiarsi alle Fondazioni patrie. Continuando a sfogliare questo numero ecco Colin Davis: la bacchetta di un grande vecchio del podio è ancora innamorata di Beethoven, Berlioz e Britten. Per compositori e interpreti, ci occupiamo invece delle tragedie russe di Ciaikovskij, compositore rivelato da interpreti sovietici ma anche tedeschi. Sul tema dei dischi del mese, il "rapsodico" Rattle è alle prese con il noir macabro letterario del ceco Erben, compatriota del Dvorák dei poemi sinfonici racchiusi nei 2 cd. Tornando nuovamente in Russia, scopriamo il pianismo del prematuramaente scomparso Egorov, vittorioso trasfuga dell'Urss ma travolto dall'Aids che se l'è portato via nel fiore degli anni e della carriera. Infine celebriamo il centenario di Nino Rota attraverso il mantice del fisarmonicista italo francese Richard Galliano, con un quintetto d'occasione fellinianamente chiamato La Strada quintet. Nelle pagine iniziali e finali, come sempre, le rubriche: attualità, eventi dal vivo, alla radio e in tv da non perdere, il cartellone e il palinsesto con gli appuntamenti di settembre, un nuovo viaggio musicale a Bratislava, le recensioni di cd, dvd, opere e concerti.












